L'Oro Verde di Pietranera Santo Stefano Quisquina

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L’Azienda è ubicata in zona agricola collinosa catastalmente denominata “Quartu di La Lupa” contrada “Pietranera” del Comune di Santo Stefano Quisquina (Prov.Agrigento) – Sicilia -

 

Il Centro Urbano Brevissimi Cenni:

Il Comune dell’entroterra agrigentino, circondato dai monti sicani, che si affaccia sul bacino del fiume Magazzolo, nacque come villaggio agropastorale attorno alla sorgente della Favara,in un territorio di proprietà di Sinibaldo, padre di Santa Rosalia, signore dei monti delle Rose e della Quisquina. Fu però abitato fin dal periodo arabo come  testimoniano le presenze accertate dei due casali di Rahaltavilla e di S. Stefano di Melìa. Il primo nucleo dell’attuale paese sembra risalire al 1296   durante il regno di Federico D’Aragona.

Il territorio extraurbano

La testimonianze storiche presenti nel territorio ci riportano alla masseria Realtavilla, cui si deduce la presenza araba per la sua corte   quadrangolare con accesso da un portale ad arcone  di pietra scolpita con figurazioni  geometriche. Anche la masseria Genoardi ha un i  mpianto a corte secondo la tipologia del territorio, così come l’ottocentesca masseria Pietranera. In c/da Buonanotte si trovano i ruderi della Pistacchiera, edificio rurale utilizzato per la lavorazione dei pistacchi. I grandi archi della struttura consentivano la ventilazione dell’ambiente e permettevano l’essiccatura dei medesimi.

Il Sito

Il Sito

...L’azienda biologica di Angela Bongiovanni, nasce negli anni 70 in una lingua del territorio di Santo Stefano Quisquina che tocca i confini delle terre di Bivona e di Alessandria della Rocca, costeggia il vallone della fratta ed il fiume Turvoli. L’Area del sito, dal catasto è certificata “quartu di la lupa”, in contrada Pietranera, così denominata per la presenza di una grossa roccia nera, in luogo non distante dalle case vecchie della “Fondazione Lima Mancuso”, che non si capisce se di origine vulcanica o da caduta di meteorite. Possiamo tranquillamente affermare che la storia del pistacchio del quisquinese, non è recente e che il medesimo, fu portato in Sicilia dagli arabi, che in questi  territori vissero nei secoli scorsi. Noi abbiamo voluto andare indietro nel tempo, riprendere nel quisquinese la coltivazione del pistacchio, praticata dai nostri antenati centinaia di anni fa per questo nel 1972, armati di zappa e piccone, i nostri operai si sono portati  sulle montagne e sui boschi a Nord Est di SantoStefano Quisquina. Li in mezzo a grandi distese di alberi di pistacchio inselvatichito, hanno scavato ed estirpato tante piantine che abbiamo reimpiantato nella nostra azienda, assieme a piantine di mandorlo. Ora sono robusti alberi di  pistacchio e producono il frutto che noi vi offriamo.

In Cina viene chiamato "il seme felice", in Iran "il seme che sorride"; noi lo chiamiamo “ l’Oro Verde di Pietranera”.

Pistacchio nostrano Agrigentino

Pistacchio nostrano Agrigentino

Il pistacchio agrigentino coltivato biologicamente e certificato,vero prodotto siciliano, naturale e genuino, grazie al  clima mediterraneo, complici il terreno e l’acqua di questa meravigliosa regione, cedono al pistacchio delle caratteristiche organolettiche di particolare qualità. I pistacchi Siciliani sono riconosciuti da tutto il mondo come un prodotto di punta, straordinario per le sue peculiari qualità. I pistacchi contengono un elevato quantitativo di minerali, soprattutto fosforo e potassio, e in misura minore calcio, magnesio, vitamina A, nonché alcune vitamine del gruppo B (quali tiamina, riboflavina e niacina), adatto per la preparazione di dolci, ingrediente indispensabile nella preparazione dei gelati ed impiegato in cucina per le ricette più sfiziose. Il frutto è un seme oleaginoso che contiene il 56% di lipidi, in gran parte grassi insaturi. Tali grassi monoinsaturi favoriscono da un lato la riduzione del colesterolo totale e della frazione HDL (dannosa per la salute) e dall’altro l’aumento della frazione HDL protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari. Un consumo giornaliero di pistacchio (gr.25 circa) contribuisce a proteggere la pelle dall’invecchiamento precoce, poiché contiene polifenoli che contrastano i radicali liberi e può essere di aiuto nel combattere la pressione alta e migliorare lo risposte biologiche allo stress quotidiano.

Riteniamo che il pistacchio  coltivato e prodotto in stretta osservanza biologica, possa garantire, meglio di altri, i risultati di cui l’uomo ha bisogno nel corso della propria vita.

Le mandorle

Le mandorle
Coltiviamo e produciamo le mandorle storiche della sicilia; (“lupa” “sciascia” “gialla” “citidda” “fasera” “don pietrina” ) e per tutte ricordiamo: la “Don Pietrina”: mandorla originaria di Alessandria della Rocca. Frutto dal guscio duro e dalla forma ovale, allungata con pizzo alla estremità, di modesta resa ma molto dolce. Si racconta che il Cav. Don Pietrino Giglia l’abbia notata per la sua costante produttività accanto al viottolo di entrate del suo terreno negli anni 30, e quindi valorizzata, da qui il nome. Il clima caratteristico di quest’ultima regione, conferisce alle nostre mandorle una particolare impronta qualitativa, la coltivazione esclusivamente biologica e naturale aggiungono   naturalezza e un gusto particolarmente pregiato a questo prodotto della terra;
Quando si parla di agrigento la mente corre non solo  alla Valle ed ai grandiosi templi della Magna Grecia ma anche all’mmagine di tanti  campi coperti di bianco. Sono i mandorli di Agrigento,la provincia siciliana dove sono coltivati per oltre 15 mila ettari di terreno.
Il frutto Viene utilizzato, quale  ingrediente principe per la preparazione di prelibate leccornie (basti pensare al torrone, ai confetti, ai raffinati dolci a base di pasta di mandorle, al   marzapane, di origine araba, altrimenti noto come pasta reale), al latte di mandorla, nonché quale ottimo rimedio dissetante contro la calura estiva, soprattutto se in forma di granita.

Uno degli scenari tipici ed apprezzati della terra di Sicilia è sicuramente, nel mese di febbraio, una distesa vastissima di terra fitta di alberi in fiore dalla meravigliosa inebriante vista, che forse tutti i popoli della terra conoscono, per averla potuto osservare durante la festa del mandorlo in fiore di Agrigento. Ma questi meravigliose piante non producono solamente candidi e delicatissimi fiori che ci lasciano incantati, ma un meraviglioso frutto dalle proprietà nutritive eccezionali, quindi buonissime da sgranocchiare al naturale, tostate, tostate e salate, tostate e annegate nello zucchero, farina e tritati di  mandorle per la cucina ed i dolci,ma anche ricche di proprietà altamente benefiche. Sono ricchissime di grassi insaturi (circa il 50%), di proteine (15%), di sali minerali e vitamine. Le peculiarità sono l’alto contenuto di vitamina E, fra i migliori antiossidanti, che di magnesio, toccasana per il sistema nervoso. Sono inoltre ricche di calcio e perciò utilissime nella calcificazione delle ossa.

 

Ma coltiviamo anche le mandorle tuono, varietà tradizionale pugliese, originaria della zona di Trinitapoli; diffusa nei tempi in tutta la Puglia e Sicilia,  che trova la sua migliore valorizzazione in pasticceria e nel confezionamento. Adattissima per fare confetti, come  le mandorle ferragnes:  dal guscio tenero, la pezzatura media e il colore biondo , adattissima  anche al confezionamento in sacchetti trasparenti di polietilene..

Sito Web Aggiornato: Aprile 2018

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